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mercoledì 30 marzo 2016

La menzogna di Ulisse - Il fatto storico del presunto olocausto

Verona, primavera 2016
Caro Giovane Ragazzo,
intanto per proseguire questo percorso epistolare, partiamo dalla “Menzogna di Ulisse”. Il fatto “storico” del presunto olocausto, dell’ asserito sterminio programmato di 6 milioni di ebrei.
All’asilo del diritto insegnano che esistono due verità:
1 - la verità storica, o verità “vera”. Quella conosciuta solo dal Buon Dio per chi crede. Una astrazione filosofica;
2 - la verità processuale, ovvero quella raggiunta attraverso il rispetto delle regole del processo. E qui vi possono essere tante diverse verità (anche in contrasto tra loro) a seconda dei vari processi (il processo civile, il processo penale, il processo amministrativo, il processo canonico etc. etc.).
A Norimberga nel ’45 può dirsi raggiunta la verità processuale sull’esistenza dell’olocausto? Si può sostenere che a Norimberga si sia tenuto un processo che rispettasse i principi normalmente adottati nelle aule dei tribunali del mondo civile? Assolutamente no!
A partire dai Giudici, prescelti individualmente dalle potenze vincitrici, dalla impossibilità della difesa di poter difendere i propri assistiti. Un esempio tra mille, l’accusa principale nei confronti degli imputati al “Non processo” di Norimberga era quella di aver partecipato ad una guerra di aggressione contro la allora Unione Sovietica.
Al punto 2) della dichiarazione di guerra consegnata dall’Ambasciatore tedesco a Mosca, al Ministro degli esteri dell’allora U.R.S.S., si dà ragione di tale dichiarazione di guerra con il fatto che l’U.R.S.S. fosse in procinto di attaccare la Germania.
Questo fatto dell’imminente attacco sovietico è verosimile perché dalle informazioni dei servizi segreti tedeschi risultavano 190 divisioni sovietiche schierate in assetto di attacco sul confine con la Germania. I “servizi” tedeschi si sbagliavano per difetto, non erano 190 le divisioni sovietiche pronte ad aggredire l’Europa, ma trecento!
Oggi lo storico russo Suvorov conferma la circostanza che Stalin volesse conquistare l’Europa spingendosi fino in Portogallo.
In un processo tale circostanza (dell’imminente attacco sovietico) sarebbe stata dirimente per provare l’infondatezza dell’accusa contro gli imputati.
Alla difesa degli imputati fu negato il diritto di accedere alla documentazione dei sovietici, così come quella delle altre Potenze vincitrici.
Al contrario al “ Non processo” di Norimberga, alla Pubblica Accusa veniva consentito di attingere a piene mani dalla documentazione raccolta da parte dei vincitori. Addirittura questa documentazione raccolta senza alcuna tutela sulla sua genuinità (senza la presenza di difensori, senza alcuna regola), faceva piena prova al dibattimento. Comprese le deposizioni rese sotto tortura.
Passiamo poi all’olocausto. A parti pressoché invertite, quando i tedeschi scoprirono in Polonia le fosse di Katyn con i cadaveri di 2.000 (duemila!) ufficiali dell’esercito polacco, anche se altre fonti parlano di oltre 9000 ufficiali scomparsi, i tedeschi non si limitarono a raccogliere testimonianze orali, ma promossero una Commissione medica internazionale alla quale parteciparono medici patologi anche di Stati neutrali alla guerra in corso (es. Brasile e Svizzera) e persino (nella Commissione) con rappresentanti della resistenza polacca in guerra contro la Germania. Per l’Italia partecipò nella Commissione il professor Franz Pagliani poi dirigente del M.S.I.
Vennero riesumati e numerati tutti i cadaveri trovati sepolti, effettuato un esame autoptico per accertarne ad uno ad uno le cause e il periodo di tempo della morte.
La Commissione medica all’unanimità stabilì la responsabilità dell’U.R.S.S. per quelle morti.
Al “Non processo” di Norimberga niente di tutto questo venne fatto. Le montagne di cadaveri riportati nelle foto erano disgraziati morti di tifo i cui corpi vennero riesumati per la propaganda dei vincitori.
Non venne mai fatta nessuna autopsia! Nessuna commissione medica accertò le cause di quelle morti.
Nella commissione medica avrebbero potuto farne parte Stati neutrali come l’Irlanda di Eamon de Valera e il Portogallo di Salazar (sono gli unici due Stati che listarono a lutto le loro bandiere per la morte di Hitler), oppure medici tedeschi, nessuno venne di tutti costoro venne invece coinvolto per accertare scientificamente l’esistenza dello sterminio per il quale sono stati mandati al patibolo quasi tutti i vertici del Reich.
Quasi tutti andarono al patibolo, non il numero due di Hitler l’architetto Albert Speer, responsabile della produzione bellica nei campi c.d. di sterminio.
Speer si difese dicendo che sarebbe stato “stregato” da Hitler. Per essersi difeso con una sciocchezza del genere venne condannato solo ad una pena detentiva e scampò il patibolo a differenza di tanti altri suoi coimputati con enormi minori responsabilità.
Appare del tutto verosimile che Speer si sia salvato barattando la vita mediante il tradimento e la consegna agli USA delle ricerche sull’arma atomica. Non è certo un caso che solo qualche mese dopo la resa della Germania (maggio ’45) gli USA solo allora furono in grado di perfezionare gli inneschi della bomba atomica sganciandola nel Luglio del 45 sulle città di Hiroshima e Nagasaki (obiettivi civili e non militari).
Il “Non tribunale” di Norimberga è ulteriormente confermato dal divieto di applicare agli imputati la consuetudine di diritto internazionale del “Tu quoque”, (anche Tu l’hai fatto…).
Sempre il “Non Tribunale” di Norimberga si è distinto applicando norme di diritto penale con efficacia retroattiva. Alla faccia del principio giuridico applicato in tutti gli stati civili, della irretroattività delle norme penali (nullum crimen sine lege), ovvero il principio sacro della legalità penale.
Appare del tutto convincente considerare il “Non tribunale“ di Norimberga un plotone di esecuzione mascherato da una finta legalità.
Da un plotone di esecuzione non può certo pervenire una verità processuale . Essendo onere di chi afferma la veridicità dell’olocausto provarne l’esistenza (onus probandi incumbit ei qui dicit…), possiamo con assoluta tranquillità affermare che non sia stata offerta la prova dell’esistenza dell’olocausto.
Finire in galera per avere negato l’esistenza dell’olocausto è un ulteriore conferma della sua inesistenza. Le verità storiche si provano con la razionalità della ragione e non con le manette. Con le manette si impongono le falsità storiche.
Caro il mio giovane ragazzo, non temere di negare l’olocausto. Come disse Ezra Pound agli agenti del F.B.I. che gli chiesero il perché un cosi celebre Poeta fosse stato dalla parte dei vinti, Pound rispose: ”Se un uomo non ha il coraggio di sacrificarsi per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o è quest’uomo a non valere nulla.
Alla prossima lettera.
Luigi Bellazzi

martedì 15 marzo 2016

Lettera ad un ragazzo della classe 2000 - Verona, Primavera 2016

Verona, Primavera 2016
Caro Giovane,
la mia, tra le generazioni, è probabilmente la prima che lascia a quella che segue un “testimone” economico e morale più povero di quello ricevuto.
Cerco di porvi parziale rimedio con queste quattro chiacchiere perché possano esserti utili in futuro per comprendere il mondo che Ti sta attorno, senza farti abbindolare dalle frescacce, dalla storia falsità quotidianamente diffuse da: stampa, radio e Tv.
Spero tu abbia la fortuna di non avere un soldo in tasca o almeno che tu non cresca “figlio di papà”, ma “figlio con papà”.
Specie qui in Italia, stiamo vivendo una crisi economica (e soprattutto di valori) che si può definire: “Oggi più grave di ieri e meno grave di domani”.
Normalmente le grandi crisi economiche sono accompagnate da guerre, o da catastrofi naturali. Ad oggi nessun cataclisma ha suonato alle nostre porte rendendoci così convinti ad  essere ciecamente fiduciosi del domani.
Ricordati sempre che ognuno di noi non è solo sé stesso, ma è il proprio padre e il padre del proprio padre, così come sarà il proprio figlio e il figlio del proprio figlio. Questa è tradizione, orgoglio della propria stirpe  e di quella che verrà.
Quindi, da subito “caro il mio ragazzo”, iscriviti idealmente al “Circolo degli Apoti” ovvero di coloro che non la bevono.
Crescerai circondato sempre più da un mare di bugie. La bugia è il carburante della democrazia. Adoperati per non  diventare un atleta del pensiero comodo, sappi andare “contro vento e contro tempo”.
La Democrazia è la sifilide dello spirito, è la mancanza di rispetto per chi  è diverso da Te, per chi ha usi, consuetudini e tradizioni diversi dai Tuoi.Democrazia è negare l’onore militare ai vinti, criminalizzare gli sconfitti, mettere le manette alla storia, impedire la nascita della storia verità.
In Italia avevamo centomila volte più libertà di pensiero durante il Fascismo che attualmente con il Regime democratico.
Basti solo pensare alla vivacità dei dibattiti tra gli studenti universitari (i G.U.F., Giovani Universitari Fascisti), nei Littoriali della cultura.
Liberati dalla camicia di Nesso dei dogmi democratici: il profitto unico motore del mondo, il liberal capitalismo unica soluzione ai problemi del mondo.
Ragazzo, prendi la lanterna di Diogene e vai alla ricerca di menti libere, la storia verità ti servirà un domani per il Tuo lavoro quando sarai alla ricerca di vie nuove. Quando cercherai soluzioni italiane a problemi italiani, senza scimmiottare il mondo nord americano.
Aborrisci tanto per cominciare i termini anglofoni. Abbiamo duemila anni di civiltà! Ragazzo parla e scrivi in lingua italiana. Non abbiamo nulla da imparare dal popolo nord americano, l’Europa lo ha generato mandandovi a colonizzarlo con: ladri, puttane e sifilitici.
Una critica per essere credibile deve essere preceduta da una serena autocritica costruttiva.
Spiace doverlo riconoscere ma gli Usa sono attualmente (non durante i fascismi) economicamente (per tenore di vita, non qualità della vita) avanti rispetto all’Italia e all’Europa per una ragione molto semplice: noi europei pretendiamo di essere socialisti con  i diritti (diritto alla casa, allo studio, alla salute etc. etc.) e liberisti per i doveri (lavoro per quel che mi pagano). Mentre negli Usa sono liberisti sia per i diritti (ho la casa se ho i soldi per pagarne l’affitto, mi curano se ho la carta di credito o l’Ass.ne) così come per i doveri (scaduto il contratto di locazione? Niente proroghe e l’inquilino viene sbattuto in mezzo ad una strada).
Il socialismo a sua volta ottiene migliori condizioni di vita rispetto al liberal capitalismo , purchè il socialismo sia accompagnato da eguale dose di nazionalismo. Più socialismo (attenzione verso gli ultimi della fila) comporta più nazionalismo (amore di Patria).  Se siamo italiani socialismo e nazionalismo trovano la loro sintesi nel Fascismo; se siamo tedeschi socialismo e nazionalismo li chiamiamo “Nazional Socialismo”, se siamo cubani (socialismo e nazionalismo) li chiamiamo Castrismo; se venezuelani: Chavismo etc. etc. .
Durante il Fascismo i comunisti sovietici venivano definiti “fascisti impazienti”. Per dire quanto è di “sinistra” il Fascismo,  distante mille miglia dalla “destra” e dal liberal capitalismo.
Nella propria comunità di destino (la Patria), non si ha nessun diritto se prima non si è adempiuto a tutti i propri doveri.
Tanto per darTi un’idea del tenore di vita nella Germania nazional socialista, un operaio specializzato di quel tempo guadagnava 230 Reichsmark al mese. A fine anni 30 un’auto Volkswagen costava 990 Reichsmark, percorreva 10 km con un litro di benzina e trasportava due adulti e tre bambini (la famiglia tipo tedesca del tempo). A fine anni ’30 quindi con meno di 5 mesi di salario l’operaio tedesco acquistava un’auto. Avrebbe potuto (sempre l’operaio tedesco) acquistare la macchina del popolo (Volkswagen) pagandola a rate con detrazioni sul salario settimanale.
Oggi quanti mesi di salario servirebbero ad un operaio italiano per acquistare un’auto paragonabile alla Volkswagen di fine anni  anni ’30? Quando in quegli anni la diffusione dell’auto come mezzo di trasporto non era nemmeno lontanamente paragonabile alla diffusione attuale delle autovetture.
Luigi Bellazzi


Verona, Spring 2016
Dear Youth,
My generation, among all generations, is probably the first that leaves the one following an economically and morally poorer world.I will try to partially remedy that with these few words so that they may be useful to you in the future in order to understand the world around you without being duped by the nonsense and daily falsehoods spread by the press, radio, and TV.
I hope you're lucky enough not to have a penny in your pocket, or at least that you do not grow up, a "daddy's boy", but a "son with a dad."
Especially here in Italy we are experiencing an economic crisis (mostly of values) that can be defined as: "Today more severe than yesterday and less serious than tomorrow."
Normally the big economic crises are accompanied by wars, or natural disasters. To date, no cataclysm has arrived at our doorstep, and we are so blindly confident about our tomorrow.
Always remember that each of us is not only oneself, but a father himself, father of one’s own father, as a son is one’s own son and will be the son of one’s own son. This is tradition, pride in one’s own lineage and the one that will come.
So now "my dear boy", subscribe to "Circle of the Apoti" or those who do not drink it.
You’ll grow up increasingly surrounded by a sea of ​​lies. The lie is the fuel of democracy.
Work hard not to become an athlete of the comfortable thought, go "against the wind and against time."
Democracy is spiritual syphilis, is the lack of respect for those who are different from you, for those who have customs and traditions different from yours.
Democracy is to deny military honor to the vanquished, to criminalize the defeated, to put the handcuffs on history, to prevent truth from happening.
In Italy we had a hundred thousand times more freedom of thought during Fascism than in the current democratic regime.
Just think of the lively debate among college students (G.U.F., Group of Young Fascists), in the Littoriali of culture.
Free yourself from the tunic of Nessus of democratic dogmas: profit being the only engine of the world, the liberal capitalism only solution to the problems of the world.
Take the lantern of Diogenes and go in search of free minds, the historical truth you'll need tomorrow for your work when you're looking for new ways; when you try to find Italian solutions to Italian problems, without aping the North American world.
Begin to loathe Anglophone terms. We have two thousand years of civilization! Talk and write in Italian. We have nothing to learn from the North American people, Europe has created it by colonizing it with thieves, whores and syphilitics.
For criticism to be credible, it must be preceded by serene constructive self-criticism.
Sorry to admit but the US is currently (not during fascism) economically (for standard of living, not quality of life) ahead of Italy and Europe for a very simple reason: we Europeans claim to be socialists with rights (right to housing, to education, to health, etc. etc.) and liberals with duties (work for what they pay me). While in the US they are both liberals when it comes to rights (I have a house if I have the money to pay rent, they take care of me if I have a credit card or health care) as well as to duties (an expired lease? no extensions and you find yourself in the middle of the street).
Socialism in turn gets better living conditions than in liberal capitalism, as long as socialism is accompanied by an equal dose of nationalism. More Socialism (focusing on the less fortunate) begets more nationalism (love of country). If we are Italian, then socialism and nationalism find their synthesis in Fascism; if we are Germans, then  socialism and nationalism is called "National Socialism", if we are Cubans, then it’s called Castroism; if Venezuelans: Chavismo etc. etc. . During Fascism the Soviet Communists were called "impatient fascists." To say what is "left" in Fascism, it’s a far cry from the "right" and liberal capitalism.
In our own community of destiny (the Fatherland), you have no rights if you first do not fulfill all your duties.
Just to give You an idea of ​​the standard of living in National Socialist Germany, a skilled worker at that time was earning 230 Reichsmark per month. In the late 30s a Volkswagen car cost 990 Reichsmark, did 10 km with one liter of gas carrying two adults and three children (the typical German family at the time). So in the late 30s and with less than 5 months of wages a German worker was able to buy a car. He could have (the German worker) bought the car of the people (Volkswagen) by paying it in installments with deductions on weekly wages.
Today how many months of salary would it take an Italian worker to buy a car comparable to the Volkswagen of the late 30s? When in those years the car as a means of transport was not even remotely comparable to the current circulation of cars.
Advice on how to survive from a lover of Fascism:
never drink with a cop, not even coffee.